Giovedì al Museo Gli incontri de La Giubba Profumi e Ricordi della mia Garfagnana di Luciano Zanelli

Per i Giovedì al Museo Gli incontri de La Giubba il 1° dicembre alle ore 21 si terrà la  presentazione del libro di Luciano Zanelli Profumi e Ricordi della mia Garfagnana, unmemoir attraverso cui l’autore, sull’onda delle emozioni, vuole consegnare alle giovani generazioni immagini e impressioni del suo passato. È possibile assistere all’incontro sia in presenza, presso la sede del Museo, in Via Ducale 4 a San Michele, che online, prenotandosi al link: https://bit.ly/dicembre22.

La Garfagnana, una valle attraversata dal fiume Serchio, tra le Alpi Apuane e gli Appennini nel nord della Toscana, è un luogo legato ad un passato contadino, fatto di piccoli gesti e grandi tradizioni. La natura e il rapporto con l’uomo sono al centro dei racconti di Luciano Zanelli, che ricostruisce un mondo antico. I ricordi si fanno storia e geografia, passando attraverso l’intimo familiare e il collettivo delle comunità di paese. Le tradizioni, le feste, le celebrazioni, le ricorrenze, rappresentano il collante che è lezione di vita per un presente sfuggente e veloce.

Luciano Zanelli, nato a Giuncugnano, in alta Garfagnana, nel 1938, a 17 anni si arruola nell’Arma dei Carabinieri e raggiunge il grado di Maresciallo, ricoprendo incarichi di responsabilità e di prestigio. Nel 1970 frequenta un Corso presso l’Accademia di Belle Arti di Roma, dove ha perfezionato la sua innata passione per l’arte. In seguito partecipa a numerose manifestazioni e mostre d’arte, fra cui la più emozionante, nel cuore dell’Appia Antica, nei giardini di “Villa Azad” appartenuti alla Principessa Soraja. Nel 2005 i suoi quadri hanno partecipato alla mostra itinerante di Spoleto, Milano, Cannes, Bruxelles. Nel frattempo pubblica il libro “Ricordi di Vita”, successivamente due raccolte di poesie “Ricordi in Rime” e “Le mie poesie”. Nel 2018 dà alle stampe il libro “Il Fazzoletto Bianco”, una serie di episodi, scritti in collaborazione con la giornalista Maria Grazia Londrino.

Info: Museo Italiano dell’Immaginario Folklorico

Via Ducale 4, San Michele – Piazza al Serchio – Lucca

Cell. 351 952 7312 – E.mail info@museoimmaginario.net

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Giovedì al Museo Gli incontri de La Giubba “Borsigliana da un millennio sul colle Vicende di un territorio dell’alta Garfagnana” di Dino Magistrelli

L’ultima pubblicazione del Professor Dino Magistrelli Borsigliana da un millennio sul colle. Vicende di un territorio dell’alta Garfagnana protagonista della rassegna dei Giovedì al Museo-Gli incontri de La Giubba il 17 novembre alle ore 21: un’occasione per parlare con l’autore di storia locale, e precisamente di quella del territorio di Borsigliana, comprendente i borghi di Vergnano, Molinello, Gambarotta e Grotto, nel Comune di Piazza al Serchio. È possibile assistere all’incontro sia in presenza, presso la sede del Museo, in Via Ducale 4 a San Michele, che online, prenotandosi al link: https://bit.ly/novembre22.

La pubblicazione (Edizioni Banca dell’Identità e della Memoria dell’Unione Comuni Garfagnana, 2022), portata a termine in otto anni di ricerche, raggruppa ciò che l’autore ha raccolto sul territorio di Borsigliana: documenti storici, testimonianze, foto antiche, interpretazioni e traduzioni di lapidi, ricordi, statistiche, eventi sociali, religiosi e culturali.

Divisa in tre parti, nella prima Dino Magistrelli ha impostato una narrazione storica di tipo classico, composta da argomentazioni generali; nella seconda presenta una cronologia sintetica degli eventi che hanno interessato direttamente e indirettamente il territorio di Borsigliana; la terza parte è, invece, dedicata agli allegati che fanno da cornice e integrano la storia del paese.   

Il presidente dell’Unione Comuni Garfagnana, Andrea Tagliasacchi, sottolinea: “Trasmettere la storia, i racconti, le testimonianze del nostro passato, è un dovere a cui non dobbiamo esimerci. Il libro di Magistrelli delinea la storia di Borsigliana attraverso i secoli, mettendo in luce, oltre ai racconti degli abitanti, abitudini, costumi e tradizioni ormai quasi scomparsi, fornendo al testo una forte impronta storico-sociologica”. Aggiunge la professoressa Lucia Giovannetti, archeologa del paesaggio: “Magistrelli ha scelto un metodo di ricerca che si avvicina a quello della public history, cioè esce dalla storiografia del mondo accademico per aprirsi alla comunità e per la comunità stessa, di ora e futura, salvando memorie individuali che si sarebbero perdute per sempre”.

Dino Magistrelli, classe 1951, nato a Vergnano di Piazza al Serchio, residente a Castelnuovo, laureato in Lettere all’Università di Pisa, tre abilitazioni all’insegnamento, è stato docente fino alla pensione nel 2013 all’I.T.C.G. “Luigi Campedelli” di Castelnuovo. È autore di 18 pubblicazioni di diversa consistenza,  su molteplici  argomenti, per le quali ha ottenuto vari riconoscimenti. È iscritto da febbraio 1981 all’Ordine Nazionale dei Giornalisti e collabora con La Nazione dal 1978. È stato direttore responsabile di parecchie testate giornalistiche locali ed oggi lo è di “L’Agorà”, periodico del Comune di Minucciano. 

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Giovedì al Museo FERMATI UN PO’… AD ASCOLTARE, TI RACCONTO QUALCHE STORIA! con Michele Neri

Nuovo appuntamento deiGiovedì al Museo il 10 novembre alle ore 21.00, ospite Michele Neri con Fermati un po’… ad ascoltare, ti racconto qualche storia!, una serata di racconti e narrazioni della tradizione popolate toscana, per grandi e piccini.È possibile assistere all’incontro, organizzato dal Museo Italiano dell’Immaginario Folklorico, sia in presenza, presso la sede di Via Ducale 4 a San Michele, che online, prenotandosi al link: https://bit.ly/novembre22.


Michele Neri racconta nella Sala della Narrazione del Museo alcune storie della tradizione popolare toscana, secondo una versione da lui stesso riscritta ispirandosi alle veglie familiari, alle narrazioni che il padre e il nonno facevano durante la sua infanzia. Il racconto è contraddistinto dai modi di dire e da alcuni termini usati prevalentemente nel Valdarno superiore, in particolar modo nella zona fra San Giovanni e Montevarchi (al confine fra la provincia di Firenze e quella di Arezzo), luoghi di residenza della famiglia Neri. Fra le storie oggetto di narrazione in questa magica serata rivolta a grandi e piccini: Cecino, Buchettino, Il gatto mammone e La novella del cece.

Michele Neri (Firenze, 1962) lavora come racconta storie e lettore, alternando a questa la professione di bibliotecario. Raccoglie, studia e rielabora i testi delle grandi raccolte di fiabe e leggende della tradizione popolare italiana e dei paesi del Mediterraneo. Dal 2015 porta le “Storie dei Paladini di Francia”, ”Orlando Innamorato” e ”Orlando Furioso” in vari contesti, con interventi unici e cicli narrativi per un pubblico ampio e variegato che va dai bambini, ai ragazzi agli adulti.

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Giovedì al Museo Alle origini di Halloween IL BEN D’I MORTI a Bolano, La Spezia

Una serata a cura della Compagnia La Corte, dell’Associazione Convivia e degli Attori di un giorno per rivivere l’antica tradizione del Ben d’i morti di Bolano, paese in provincia di La Spezia, è quanto propone il prossimo appuntamento dei Giovedì al Museo, in calendario il 3 novembre alle ore 21.00, organizzato dal Museo Italiano dell’Immaginario Folklorico.

È possibile assistere all’incontro, in via eccezionale per motivi di spazio, solo online, prenotandosi al link: https://bit.ly/novembre22.

In   molte   comunità   della   Val   di   Vara   e della   Lunigiana è   tradizione   celebrare   la   festa   dei defunti, pur con differenze tra paese e paese, rievocando il Ben d’i morti. L’antica speranza di poter entrare in contatto con i defunti era il pretesto dato ai bimbi del paese per andare in processione coperti da lenzuola (la processione delle anime dette “M’na”), recitando la filastrocca “Sa n’ daré ‘r ben’ d’i morti, a prgren’ pri vostri morti, chin’gh’én dà gi’èn tuti porchi” ovverosia “Se ci darete il ben dei morti, pregheremo per i vostri morti, e chi non lo fa son tutti porci”. Durante la questua si raccoglievano quei generi alimentari che erano destinati ai defunti (il “Ben d’i morti” appunto), anche se questa era in realtà una delle poche occasioni per assicurarsi un po’ di cibo: frutta di stagione, castagne, pane e focaccine fatte in casa, magari con due dita di vino novello. Nella Sala della Narrazione del Museo, alle luce delle candele, attorno ad un tavolo imbandito poveramente, la Compagnia La Corte, l’Associazione Convivia e gli improvvisati Attori di un giorno, servendosi della forza e dell’impatto emotivo del dialetto, animano La zena d’i morti, riportando in vita personaggi storici o caratteristici del paese in cerca di riscatto e redenzione. Questa celebrazione diventa una suggestiva occasione per sdrammatizzare la morte e per sorriderne, cercando di recuperare una tradizione che rischia di soccombere.

La Compagnia LA CORTE nasce nel 1995 a Bolano (SP) allo scopo di promuovere la conoscenza di quel formidabile mezzo di comunicazione sociale ed arricchimento culturale che è il Teatro, mettendo in scena, negli anni, i testi classici del teatro italiano e internazionale: da Eduardo De Filippo a Luigi Pirandello, da Henrik Ibsen a Neil Simon, da Tennessee Williams a Franca Rame e Dario Fo.

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Giovedì al Museo -L’AUTUNNO IN CUI TORNARONO I LUPI con Mario Ferraguti

Il ritorno del lupo in Appennino e il difficile rapporto fra uomo e natura è al centro del prossimo appuntamento dei Giovedì al Museo, in calendario il 20 ottobre alle ore 21.00, in cui Mario Ferraguti presenterà il suo ultimo libro L’autunno in cui tornarono i lupi (BEE – Bottega Errante Edizioni, Udine, 2022). È possibile assistere all’incontro, organizzato dal Museo Italiano dell’Immaginario Folklorico, sia in presenza, presso la sede di Via Ducale 4 a San Michele, che online, prenotandosi al link: https://bit.ly/ottobre22museo.

Ispirato alla storia vera del ritorno del lupo in Appennino, il romanzo di Mario Ferraguti racconta una paura nuova, sopita nei secoli, la paura che, con un lupo nel bosco appena sopra il paese, riconsegnerà agli uomini la percezione del limite e delle loro fragilità. Nell’autunno del 2004, durante una battuta di caccia al cinghiale, un uomo e un lupo si incontrano; è un evento che, in quei luoghi, non si verifica da quasi un secolo. È da questo momento che i destini degli abitanti di Pieve dei Lampi e del suo bosco sovrastante, cambiano all’improvviso. Donne e uomini affrontano le loro paure più ataviche, reagiscono a qualcosa di sconosciuto ognuno portando con sé le proprie storie, chi in modo razionale, chi scomposto. Ferraguti racconta quel piccolo miracolo che è stato il ritorno del lupo in tutta la penisola, i conflitti tra ricercatori e cacciatori, la gestione del territorio e la sua percezione che, con la presenza del lupo, muta completamente. Attorno si muove un microcosmo legato a tradizioni antiche, quelle dell’Appennino, dove lo sguardo forte è più temuto di un colpo di fucile e gli uomini nominano il loro mondo per addomesticarlo. È sufficiente rompere un equilibrio fragile e delicato, come la confidenza con il bosco, per rendersi conto di come alcune conquiste non siano garantite per sempre.

Mario Ferraguti abita a Faviano Superiore, sulle colline di Parma. Per anni ha percorso l’Appennino alla ricerca di racconti; da questo viaggio ha realizzato, insieme a registi e illustratori, libri e film. Ha pubblicato i romanzi La voce delle case abbandonate (Ediciclo), La ballata del vento (Ediciclo) e, con Giacomo Agnetti, dedicato ai ragazzi, I mostri d’aria (Ediciclo). Nel 2022, Rosa spinacorta (Exorma). Da alcuni testi sono nati spettacoli teatrali come Viaggio tra le figure magiche dell’Appennino e LM15, Storia di un lupo che finirà in Francia più di 1000 km dopo. Collabora con università, centri di studio e ricerca, settimanali e riviste; tra le esperienze più particolari ha realizzato numerosi reportage per “Panorama”, cura una rubrica sulle case abbandonate per “Casantica”, ha tenuto corsi ai medici tirocinanti sulla figura della guaritrice ed è tra gli organizzatori del Piccolo Festival di Antropologia della Montagna (PFAM) che si tiene a Berceto.

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